Gli adesivi strutturali funzionano davvero?

Categorie: Colle

Da una parte ci sono i rivetti, i bulloni, le saldature. Tutti metodi che mostrano in modo piuttosto chiaro il loro funzionamento, tecnologie meccaniche che riusciamo a capire estremamente bene, e che conosciamo da tantissimo tempo. Non serve nessuno che ci spieghi come fissare un bullone, o come questo meccanismo riesca a tenere ben serrati tra loro due pezzi di metallo. Di più, siamo abituati a vedere navi, palazzi e persino ponti tenuti insieme da enormi bulloni, così come diamo per scontato che due metalli vengano uniti per mezzo di saldature. Per tutti questi motivi, siamo naturalmente portati verso queste soluzioni di fissaggio meccaniche, conosciute, “semplici”. E questo pur sapendo che in tantissimi settori industriali, per le più diverse esigenze, gli stessi rivetti, bulloni e saldature sono stati spesso sostituiti dall'utilizzo di adesivi strutturali. Queste colle sono diventate la soluzione predefinita per l'incollaggio di metalli, di plastiche e di tanti altri materiali per via dei diversi vantaggi assicurati, quali per esempio la maggiore leggerezza, il fissaggio istantaneo, l'assenza della preforatura, l'estetica pulita, e via dicendo. Tutti discorsi, peraltro, che si potrebbero fare anche per quanto riguarda i nastri adesivi ad altissime prestazioni, e quindi non solo per gli adesivi strutturali. Eppure il dubbio continua spesso a esserci: gli adesivi strutturali funzionano davvero? Sono effettivamente abbastanza forti da sostituire in azienda l'uso di rivetti, di bulloni e saldature? Vediamolo.

Gli adesivi strutturali in breve

Abbiamo già visto cosa sono gli adesivi strutturali, e quindi qui saremo più veloci: in estrema sintesi, si potrebbe semplicemente dire che si tratta di colle estremamente forti. Volendo dare una definizione di tipo qualitativo, è possibile descrivere un adesivo strutturale come una colla che crea un legame forte almeno quanto i materiali che è chiamato a unire. Ma si sa, quando si punta alla resistenza, alla performance e alla sicurezza, le definizioni qualitative rischiano di essere insufficienti. Ecco che allora il negli Stati Uniti vengono definiti come strutturali gli adesivi con una resistenza al taglio di sovrapposizione maggiore ai 7 megapascal, laddove in Europa la pretesa è ancora più alta; qui, infatti, si parla di adesivo strutturale solo in caso di colla con una resistenza al taglio di sovrapposizione maggiore ai 10 megapascal.

Il tipico adesivo strutturale è liquido, di tipo termoindurente, ma va detto che esistono diverse varianti. E, va sottolineato, non si tratta di qualcosa che è arrivato sul mercato ieri. Anzi, si tratta di prodotti assolutamente rodati. Si pensi che 3M ha lanciato il primo adesivo a contatto a base neoprenica nel 1942, e che negli anni Sessanta portò sul mercato il primo adesivo adesivo epossidico strutturale flessibile, nonché, per dire, il primo adesivo liquido spray. Insomma, gli adesivi strutturali sono una realtà consolidata e ben normata: vediamo quindi quanto effettivamente possono funzionare.

Gli adesivi strutturali funzionano davvero: ecco i risultati dei test

Per capire come e quanto funzionano gli adesivi strutturali, non c'è davvero niente di meglio e di più utile di confrontare queste colle con tutte quelle soluzioni di fissaggio classiche che sono chiamate, nei casi più opportuni, a sostituire.

Ecco, il dato più importante utilizzato per esprimere la potenza di una soluzione di fissaggio è la già nominata resistenza al taglio di sovrapposizione: quale soluzione, tra saldatura a flusso, saldatura a punto, rivetti, bulloni o adesivo strutturale porta alla resistenza maggiore? Ebbene, va detto che in fondo alla lista, con i risultati peggiori, ci sono i famosi rivetti. I quali, come è noto, sono piuttosto economici, sono abbastanza veloci da utilizzare, ma non spiccano certo per libertà di design e per risultato estetico. Poi ci sono i bulloni, i quali come i rivetti possono certo assicurare un'alta resistenza nel punto stesso in cui sono installati, non riuscendo in nessun modo a “lavorare” nella restante superficie non coperta. Leggermente meglio fa la saldatura a punto, ma si tratta pur sempre di un metodo di fissaggio che fa lavorare solo punti distinti. I metodi di fissaggio che assicurano la più alta resistenza al taglio di sovrapposizione sono due, ovvero la saldatura a flusso e gli adesivi strutturali, tanto da riuscire a fare fino a 3 volte meglio rispetto ai “deboli” rivetti.

Per ogni tipo di utilizzo

Numeri alla mano, gli adesivi strutturali funzionano, come e spesso meglio rispetto alle soluzioni di fissaggio classiche. E possono essere usati nei più diversi casi: per fissare metalli, plastiche e compositi, per superfici stabili e flessibili, per resistere a temperature altissime o bassissime, e via dicendo. Ti invitiamo quindi a scoprire le migliori colle strutturali presenti nel nostro e-commerce, per individuare quella più adatta alle tue lavorazioni aziendali!

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